Calcolo dell’inflazione - prezzi futuri e potere d’acquisto
Inflazione e potere d’acquisto
Il tasso lo scegli tu. Non c’è alcun indice ufficiale incorporato: invecchierebbe e sarebbe sbagliato per la maggior parte dei paesi.
Due domande, un solo moltiplicatore
Le persone chiedono dell’inflazione in due direzioni opposte. Chi progetta un acquisto vuole sapere quanto costerà una cosa fra cinque anni. Chi ha risparmi vuole sapere quanto varrà il suo denaro allora. Entrambe le risposte vengono dallo stesso fattore composto - una moltiplica, l’altra divide - e mostrarne una sola lascia metà dei lettori a fare il conto al contrario a mente.
In tre passaggi
- 1 Digita l’importo che ti interessa: un prezzo di oggi o i risparmi che hai.
- 2 Metti un tasso annuo. Usa il dato recente del tuo paese, o provane diversi per vedere quanto è sensibile la risposta.
- 3 Leggi entrambi i riquadri. Quello a sinistra risponde a "quanto costerà", quello a destra a "cosa comprerà il mio denaro".
Perché i tassi piccoli contano sul lungo periodo
L’inflazione si compone, quindi l’effetto non è il tasso per gli anni. Al 3% annuo i prezzi non salgono del 30% in un decennio: salgono del 34%, e in venticinque anni più che raddoppiano. La differenza tra 2% e 4% sembra irrilevante su un anno ed è enorme su una vita lavorativa: in quarant’anni uno moltiplica i prezzi per 2,2 e l’altro per 4,8.
Perché non c’è un indice ufficiale incorporato
Un indice dei prezzi è una serie nazionale che cambia ogni mese e varia moltissimo tra paesi: questo sito si legge in quattordici lingue in decine di essi. Incorporarne uno significherebbe quattordici obblighi di manutenzione e una risposta che marcisce in silenzio tra un aggiornamento e l’altro. Un tasso scelto da te resta corretto per sempre, e ti lascia anche porre la domanda che i dati ufficiali non pongono: e se l’inflazione andasse all’8% invece che al 3%?