Risolutore di equazioni di secondo grado - radici, discriminante, vertice
Risolutore di equazioni di secondo grado
Leggere un’equazione di secondo grado
Ogni equazione di secondo grado disegna una parabola, e risolverla significa trovare dove quella curva incontra l’asse x. A volte lo attraversa due volte, a volte lo sfiora soltanto, a volte non lo tocca affatto. Il discriminante dice quale dei tre casi hai prima ancora di calcolare una radice.
In tre passaggi
- 1 Riordina l’equazione così che tutto stia da una parte e finisca con = 0. Solo allora a, b e c significano ciò che la formula si aspetta.
- 2 Digita i tre coefficienti. Un termine mancante vale zero: in x² − 4 = 0, b = 0.
- 3 Guarda prima il discriminante: positivo significa due radici, zero una, negativo radici complesse.
Che cosa decide il discriminante
Il discriminante è b² − 4ac, la parte sotto la radice nella formula. Un valore negativo significherebbe estrarre la radice di un numero negativo, che non ha risposta reale: è esattamente il caso in cui la parabola non tocca l’asse. Il segno racconta tutto, quindi conviene leggerlo prima delle radici.
Anche le radici complesse sono risposte
Quando il discriminante è negativo, questo risolutore scrive la coppia come a ± bi invece di mostrare un trattino. Dire «nessuna soluzione» sarebbe falso: l’equazione ha due soluzioni, semplicemente non stanno sulla retta dei reali. In elettronica e nel trattamento dei segnali quelle radici sono la parte utile della risposta, non un fallimento.